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Vladimir Efremov, l’aldilà esiste sul serio

Vladimir Efremov, l’aldilà esiste sul serio

L’aldilà non è fantasia ma esiste davvero

Questa volta non viene raccontato da un religioso, o da un bigotto, dove può destare dubbi e incertezze. La fonte è al 100% attendibile in quanto vissuta e raccontata dal grande scienziato Vladimir Efremov, Capo ingegnere-progettista della Sezione Progetti per “Impuls”, Vladimir Efremov morì improvvisamente, soffocandosi in casa a causa di una forte tosse.Ebbe una morte improvvisa, seduto sul suo divano…ecco cosa racconta sull’aldilà:

“La morte non esiste, anche lì c’è vita. Diversa però. Migliore… “

 

La sua morte durò pochi minuti poi ritornò misteriosamente in vita, tutto provato e scientificamente inspiegabile.

Vladimir afferma anche che non aveva mai creduto nell‘aldilà, anzi si basava solo sui fatti. Si riteneva un ateo puro.

Racconta così tutto l’accaduto:

Il corpo era diventato di ovatta, il cuore si era fermato. Dai polmoni è uscita l’ultima aria con un rantolo. Nel mio cervello è apparso allora un pensiero fulminante… pensavo che fosse l’ultimo secondo della mia vita. Però la coscienza inspiegabilmente non si staccava e di colpo è comparsa la sensazione di una incredibile leggerezza. Non avevo più né mal di gola, né di cuore, né di stomaco. Mi ero sentito così bene solo nell’infanzia. Non sentivo il mio corpo e neanche lo vedevo. Però con me erano rimasti tutti i miei sensi e ricordi. Inoltre volavo attraverso un tunnel gigantesco. Le sensazioni di volo mi sembravano familiari perché le avevo già sperimentate nei sogni. Mentalmente cercavo di rallentare il volo o di cambiare direzione. Non c’era alcuna paura o terrore, solo beatitudine. Cercavo di analizzare l’accaduto e le conclusioni arrivarono immediatamente: il mondo in cui ero capitato esisteva veramente. Ragionavo, quindi, esistevo. Il mio ragionamento possedeva inoltre la qualità deduttiva, visto che riuscivo a cambiare la direzione e la velocità del mio volo”.

la mia coscienza funzionava in modo assolutamente diverso rispetto a prima. Abbracciava tutto contemporaneamente, non esistevano né tempo, né distanze.Io ammiravo il mondo circostante che sembrava essere arrotolato in un tunnel. Non ho visto il sole, ma ero immerso in una luce omogenea, senza ombre. Sulle pareti del tunnel si vedevano strane strutture somiglianti a rilievi. Non si poteva distinguere il basso e l’alto. Ho tentato di ricordare il posto sopra il quale volavo. C’erano delle montagne e ricordo il paesaggio. Il volume della mia memoria era veramente abissale. Potevo spostarmi con il pensiero. Che stupore! Era un vero teletrasporto“.

 

Feci un pensiero pazzesco: immaginai mentalmente il vecchio televisore rotto che si trovava a casa mia e potei vederlo da tutti i lati contemporaneamente. Sapevo tutto di lui, chissà come… persino dove era stato prodotto. Sapevo dove era stato preso il minerale usato per fondere il metallo per la costruzione del televisore. Sapevo anche chi era il proprietario della fonderia d’acciaio che lo realizzava, sapevo che aveva moglie e problemi con la suocera. Vidi tutto ciò che era legato a quel televisore, ogni suo piccolo dettaglio. E soprattutto ora sapevo esattamente quale suo pezzo era guasto“. “Quando poi mi sono ripreso, ho sostituito il transistor T-350 e il televisore ha ripreso a funzionare… Avevo una sensazione di onnipotenza del pensiero. La nostra Sezione Progetti da due anni faticava dietro un certo progetto. Di colpo, vidi tutto il problema nella sua poliedricità. E l’algoritmo della soluzione comparve da sé“.

“La consapevolezza di non essere solo a questo mondo arrivò a poco a poco. La mia interazione informatica con l’ambiente circostante perdeva il suo carattere unilaterale. Ad ogni domanda che formulavo nella mia coscienza sorgeva una luce. All’inizio tali risposte le percepivo come il risultato di riflessioni. Però l’informazione che mi perveniva esulava dalle conoscenze che io possedevo in vita. Le conoscenze ricevute in quelle circostanze superavano di parecchio il mio background scientifico! Sapevo di essere guidato da Qualcuno onnipresente che non ha i limiti. Lui possiede potenzialità illimitate, è onnipotente e pieno di Amore. Questa Entità invisibile, ma percepibile da tutto il mio essere, faceva di tutto per non spaventarmi. Ho capito che mi mostrava gli eventi e i problemi con tutta la loro catena di legami di causa-effetto. Non Lo vedevo, ma lo percepivo intensamente. Sapevo che era Dio… Di colpo notai che mi impedì qualcosa. Mi sentì allora tirato fuori come una carota dalla Terra. Non volevo tornare… tutto andava così bene. Poi ho visto mia sorella. Lei era spaventata, io invece splendevo di stupore”.

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