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Videogiochi: l’ultima conquista delle donne

Nel 2016 il mondo non è molto diverso da quello di sessant’anni fa per quel che riguarda le donne. La lotta per avere gli stessi riconoscimenti e diritti degli uomini è sempre molto accesa. L’era multimediale che stiamo vivendo, invece di ridurre il gap tra maschi e femmine sembra aver ampliato i pregiudizi dei primi sui secondi, nonostante le donne siano prepotentemente entrate in tutti i campi prima esclusiva degli uomini. L’ultima battaglia dei sessi si gioca su un terreno molto particolare: quello dei videogiochi.
Secondo uno studio pubblicato dal sito specializzato GamingReportil 48% delle donne gioca ai videogiochi. Nonostante ciò, basta digitare il termine “gamer girl” su google immagini per capire come esistano ancora tanti pregiudizi in merito. Una donna che si cimenta ad un videogioco viene vista o come incredibilmente brutta o come ragazze sceme e sexy il cui unico scopo sarebbe quello di attirare l’attenzione dell’altro sesso. Maschi

Questi pregiudizi nascono da una diversa concezione dei videogiochi. Per molti “gamer” gli unici giochi a cui le ragazze si appassionano sono quelli in stile “candy crush saga” o “farmville”, ossia, i cosidetti “casual games” giochi, cioè, con un regolamento molto semplice e che non richiedono particolari abilità o concentrazione.

La realtà è ben diversa. Basta farsi un giro su internet e vedere che le ragazze si intrattengono anche con altri tipi di videogames. Probabilmente sono poche quelle che giocano a Fifa, ma che dire di Assassin’s Creed? Si reputa un gioco prettamente maschile, ma sono molte le rappresentanti del gentil sesso che ne prendono parte. Di più: proprio il fatto che la Ubisoft ha creato unicamente personaggi maschili, ha creato non poche polemiche tra le giocatrici. Non è un caso che, negli ultimi anni, molte case produttrici di videogames abbiano dato vita a giochi con eroine come protagoniste. Si pensi, ad esempio, all’atteso Mirror’s Edge Catalyst.

Il fenomeno delle videogiocatrici è talmente diffuso che esiste anche un sito sui videogames, curato interamente da ragazze, ovvero “Gamesprincess“.

Questo boom di giocatrici è dovuto allo sviluppo delle consolle, in particolare dell’Xbox (quella più utilizzate dalle ragazze), e dalla crescita esponenziale dei giochi per mobile. Sono questi, oltre che il computer, le piattaforme più utilizzate dalle donne per giocare.

Le ragazze, però, non si limitano a giocare ai videogiochi, ma li programmatori anche. Al momento, l’11% dei programmatori di videogames è donna. Numeri non esaltanti, ma destinati ad aumentare, anche se non con poca difficoltà.

In America, infatti, è scoppiato tempo fa il “Gamer gate” che si è mossa su un doppio binario. Da un lato, alcune programmatrici sono state accusate di elargire favori sessuali ai giornalisti in cambio di buone recensioni. Dall’altro, alcune di esse, hanno subito dei veri e propri attacchi di sessismo. E’ il caso di Anita Sarkeesian, che è stata bombardata con 35,188 tweet aggressivi .

E’ chiaro che molta strada deve essere ancora fatta perchè le “gamer girls” vengano accettate, ma il fenomeno è inarrestabile. Ad oggi, le donne sopra i 50 che giocano sono superiori agli uomini sotto i 18. Sulla sponda femminile, dunque, i videogiochi non sono solo appannaggio delle ragazze, ma, hanno conquistato anche fasce più mature.
Gli uomini si rassegnino, dunque: le videogiocatrici sono in forte espansione.

Siamo un gruppo di ragazzi appassionati per il mondo web in generale, dando una piccola priorità al mondo delle serie tv e del cinema. Amiamo moltissimo poi la tecnologia, e ovviamente siamo buon gustai, quindi ogni tanto in questo nostro blog magazine parleremo di qualche ricetta succulenta. Il nostro è un blog free, non siamo giornalisti ma amiamo tanto scrivere e condividere le nostre conoscenze.

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